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Nome: Daniele Bausi
Nome: Daniele
Sono nato a Firenze il 9 maggio del 1965 e sono il responsabile di un negozio di calzature nel centro della mia città.
I miei interessi sono la fotografia, il cinema, il teatro (farlo e vederlo) cantare, viaggiare, conoscere gente nuova e nuove amicizie. E il volontariato. Svolgo il mio servizio presso l'ospedale pediatrico Meyer e con il gruppo giovani dell' associazione, realizziamo progetti ed eventi.
Ho due figli adottati a distanza; uno in Nepal che si chiama Roshan e uno in Africa che si chiama Moyo. Altri due, Marcel e Gabriel, sono sostenuti con l'associazione Prometeo di Massimiliano Frassi nell'ospedale di Budimex in Romania.
Adoro la musica tutta e il mio cantante preferito è Renato Zero.
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Questa mattina, quando sono uscito per recarmi al lavoro, attraversando il semaforo della piazza dove abito, ho visto il cartello che pubblicizzava il tour di Renato Zero: Renato MPZero.

Per un attimo ho riprovato quell'emozione che provavo un tempo. Un tempo lontano quando ragazzino e innamoratissimo del mio idolo, diventava un eccitazione incontenibile il concerto di Zero.
L'eccitazione si trasformava in frenesia; la corsa al biglietto e le interminabili code con l'ansia addosso di arrivare davanti al banco e sentirsi dire che erano finiti.
Poi mi mettevo a contare i giorni che mancavano alla data fatidica. Anche quindici giorni mi sembravano un eternità. Figurarsi ora che si comprano con mesi d'anticipo.
Il tempo che mi divideva dall'evento era un incessante via vai sul piatto del giradischi di tutti gli album usciti sino a quel momento, facendo una sorta di toto-canzone su quelle che avrebbe cantato o su quelle che io avrei voluto che cantasse. Cercavo anche di immaginare quali costumi si sarebbe inventato per le canzoni nuove, se avesse indossato quelli che avevo visto sulle riviste, durante le date precedenti a quella fiorentina.

Era davvero un viaggio! La musica, le canzoni, i costumi, lustrini e paillettes, luci colorate e stroboscopiche, il trucco....e la grande emozione di sentire dal vivo la sua voce vibrare ed emozionarsi ad ogni nota, ad ogni ritornello, quello cantato a gran voce da tutti i suoi zerofolli.
Non ci capivano, gli altri! Eravamo alieni, o meglio, deviati, da tenere alla larga perchè seguivamo uno "strano", che non si sapeva da che parte stesse. Come se fosse una cosa di vitale importanza.

Ero solo nel mio gusto musicale, ma quando eravamo tutti insieme, era come se fossimo tutti amici in un unica grande festa. L'attesa davanti ai cancelli anche di molte ore era qualcosa di indescrivibile. Passavo il tempo guardando gli altri, ascoltando quello che dicevano per poi unirsi nei racconti e nelle emozioni. Non ci conoscevamo, ma lì davanti eravamo tutti amici. Tutti uniti nello stesso sogno che stavamo per vivere, tutti insieme, come fratelli. Senza differenze, tutti uguali, tutti "polimorfi perversi" e chi lo conosce sa a cosa mi riferisco.
Poi i cancelli si aprivano e via di corsa alla conquista del posto migliore, magari schiacciati sotto il palco per poter meglio vederlo, sentirlo, magari...toccarlo. Come essere solo tu e lui.
Le luci si spengono e il boato esplode. La musica parte a palla e lui appare nel suo costume più sfarzoso, una luce accecante lo investe come una divinità, intonando la canzone che fino a quel momento l'avevi ascoltata soltanto facendo girare il disco; e adesso sentita dalla sua voce, magari per caso il suo sguardo s'incrocia con il tuo, ti fa scendere una lacrima perchè i pensieri in quel momento frullano come una trottola, in un susseguirsi di emozioni senza fine, e la pelle d'oca, i brividi non si contano.
Piangi, ridi, canti, ti abbracci con il tuo vicino.... senza sospetti. Così la magia ha inizio, il viaggio comincia e lui, il capogruppo, ti indica la strada del sogno, il più bello, il più ricco, il più vero e il più sincero. La sua voce ti esorta a credere, a non smettere mai di sognare. Di essere sempre te stesso comunque vada; di essere vero fino in fondo; di non lasciarti mai sedurre da sostanze che uccidono solo la mente e non la realtà; ad avere coraggio, sempre.
Quale colonna sonora migliore potevo avere avuto nella mia vita, io gli ho creduto. Ho messo in pratica tutto quello che lui mi diceva, e nonostante i tanti ostacoli incontrati, sono sempre riuscito ad uscirne più forte di prima, con un pò più di esperienza e un pizzico di saggezza.
Ecco, anche se oggi le cose sono un pò cambiate, specialmente da parte sua, qualcosa dentro è rimasto. Ho creduto davvero di aver rimosso tutto, ma non è così. Sono felice che sia ancora così perchè la mia vita continua e voglio portarla avanti ancora con quei valori, con quei credo che in quegl'anni ho imparato a conoscere, anche se le cose cambiano.
Amore, amicizia, fede, sono valori che non hanno prezzo, non si barattano e non si svalutano. "La vita è un dono" di immenso valore e non vale la pena sprecarla in cazzate.

Vorrei dire a quei ragazzi che oggi gettano via la loro vita, di non farlo. Non è retorica, ma un ideale in cui credere, anche del passato, può portare davvero lontano, a vedere quella luce che credete si sia spenta. Quella luce c'è dentro di voi, dovete solo cercarla e riaccenderla. Non importa in che modo, purchè lo facciate perchè la vita, ripeto, è un bene prezioso e vale davvero la pena viverla, fino in fondo.
