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Utente: icarus2000
Nome: Daniele Bausi
Nome: Daniele Sono nato a Firenze il 9 maggio del 1965 e sono il responsabile di un negozio di calzature nel centro della mia città. I miei interessi sono la fotografia, il cinema, il teatro (farlo e vederlo) cantare, viaggiare, conoscere gente nuova e nuove amicizie. E il volontariato. Svolgo il mio servizio presso l'ospedale pediatrico Meyer e con il gruppo giovani dell' associazione, realizziamo progetti ed eventi. Ho due figli adottati a distanza; uno in Nepal che si chiama Roshan e uno in Africa che si chiama Moyo. Altri due, Marcel e Gabriel, sono sostenuti con l'associazione Prometeo di Massimiliano Frassi nell'ospedale di Budimex in Romania. Adoro la musica tutta e il mio cantante preferito è Renato Zero.

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mercoledì, 18 aprile 2007
RENATO ZERO: ancora dentro di me

Questa mattina, quando sono uscito per recarmi al lavoro, attraversando il semaforo della piazza dove abito, ho visto il cartello che pubblicizzava il tour di Renato Zero: Renato MPZero.

rz1

Per un attimo ho riprovato quell'emozione che provavo un tempo. Un tempo lontano quando ragazzino e innamoratissimo del mio idolo, diventava un eccitazione incontenibile il concerto di Zero.

L'eccitazione si trasformava in frenesia; la corsa al biglietto e le interminabili code con l'ansia addosso di arrivare davanti al banco e sentirsi dire che erano finiti.

 Poi mi mettevo a contare i giorni che mancavano alla data fatidica. Anche quindici giorni mi sembravano un eternità. Figurarsi ora che si comprano con mesi d'anticipo.

Il tempo che mi divideva dall'evento era un incessante via vai sul piatto del giradischi di tutti gli album usciti sino a quel momento, facendo una sorta di toto-canzone su quelle che avrebbe cantato o su quelle che io avrei voluto che cantasse. Cercavo anche di immaginare quali costumi si sarebbe inventato per le canzoni nuove, se avesse indossato quelli che avevo visto sulle riviste, durante le date precedenti a quella fiorentina.

erozero

Era davvero un viaggio! La musica, le canzoni, i costumi, lustrini e paillettes, luci colorate e stroboscopiche, il trucco....e la grande emozione di sentire dal vivo la sua voce vibrare ed emozionarsi ad ogni nota, ad ogni ritornello, quello cantato a gran voce da tutti i suoi zerofolli.

Non ci capivano, gli altri! Eravamo alieni, o meglio, deviati, da tenere alla larga perchè seguivamo uno "strano", che non si sapeva da che parte stesse. Come se fosse una cosa di vitale importanza.

renatozero

Ero solo nel mio gusto musicale, ma quando eravamo tutti insieme, era come se fossimo tutti amici in un unica grande festa. L'attesa davanti ai cancelli anche di molte ore era qualcosa di indescrivibile. Passavo il tempo guardando gli altri, ascoltando quello che dicevano per poi unirsi nei racconti e nelle emozioni. Non ci conoscevamo, ma lì davanti eravamo tutti amici. Tutti uniti nello stesso sogno che stavamo per vivere, tutti insieme, come fratelli. Senza differenze, tutti uguali, tutti "polimorfi perversi" e chi lo conosce sa a cosa mi riferisco.

Poi i cancelli si aprivano e via di corsa alla conquista del posto migliore, magari schiacciati sotto il palco per poter meglio vederlo, sentirlo, magari...toccarlo. Come essere solo tu e lui. 

Le luci si spengono e il boato esplode. La musica parte a palla e lui appare nel suo costume più sfarzoso, una luce accecante lo investe come una divinità, intonando la canzone che fino a quel momento l'avevi ascoltata soltanto facendo girare il disco; e adesso sentita dalla sua voce, magari per caso il suo sguardo s'incrocia con il tuo, ti fa scendere una lacrima perchè i pensieri in quel momento frullano come una trottola, in un susseguirsi di emozioni senza fine, e la pelle d'oca, i brividi non si contano.

Piangi, ridi, canti, ti abbracci con il tuo vicino.... senza sospetti. Così la magia ha inizio, il viaggio comincia e lui, il capogruppo, ti indica la strada del sogno, il più bello, il più ricco, il più vero e il più sincero. La sua voce ti esorta a credere, a non smettere mai di sognare. Di essere sempre te stesso comunque vada; di essere vero fino in fondo; di non lasciarti mai sedurre da sostanze che uccidono solo la mente e non la realtà; ad avere coraggio, sempre.

Quale colonna sonora migliore potevo avere avuto nella mia vita, io gli ho creduto. Ho messo in pratica tutto quello che lui mi diceva, e nonostante i tanti ostacoli incontrati, sono sempre riuscito ad uscirne più forte di prima, con un pò più di esperienza e un pizzico di saggezza.

Ecco, anche se oggi le cose sono un pò cambiate, specialmente da parte sua, qualcosa dentro è rimasto. Ho creduto davvero di aver rimosso tutto, ma non è così. Sono felice che sia ancora così perchè la mia vita continua e voglio portarla avanti ancora con quei valori, con quei credo che in quegl'anni ho imparato a conoscere, anche se le cose cambiano.

Amore, amicizia, fede, sono valori che non hanno prezzo, non si barattano e non si svalutano. "La vita è un dono" di immenso valore e non vale la pena sprecarla in cazzate.

zero

Vorrei dire a quei ragazzi che oggi gettano via la loro vita, di non farlo. Non è retorica, ma un ideale in cui credere, anche del passato, può portare davvero lontano, a vedere quella luce che credete si sia spenta. Quella luce c'è dentro di voi, dovete solo cercarla e riaccenderla. Non importa in che modo, purchè lo facciate perchè la vita, ripeto, è un bene prezioso e vale davvero la pena viverla, fino in fondo.

Postato da: icarus2000 a 11:53 | link | commenti (7)
my life, liberi pensieri


Commenti
#1   18 Aprile 2007 - 14:18
 
condivido ogni emozione, ogni singola parola, come sempre.
un abbraccio
max

www.massimilianofrassi.splinder.com
utente anonimo

#2   20 Aprile 2007 - 05:22
 
Ovviamente l'ho postato, come quasi tutto quello che scrivi, e poi, te l'ho detto, secondo me tu capisci veramente Renato. Tuttavia, per ora, non intendo dargli troppo rilievo. Aspetto le sue prossime mosse. Ho quindi postato il tuo intervento fra i commenti.

Un bacio

Daniela
utente anonimo

#3   20 Aprile 2007 - 08:02
 
Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente iacopo192

#4   24 Aprile 2007 - 09:59
 
che emozione .... anch'io seguo renato dal'77 e leggendo mi è sembrato di rivivere tutti quei momenti... è vero il giorno del concerto era un susseguirsi di emozioni indescrivibili... l'attesa fuori dalla mattina... all'apertura tutti a correre come pazzi per cercare di prendere il posto più vicino... l'occupare i posti con sciarpe, borse, cappellini, panini... e poi lo stare insieme... girare per il tendone e parlare anche con chi non conosci... perchè ci univa un solo nome... il suo... e quando entrava in scena... dio... che sogno !!!!! bellissimo...
adesso, purtroppo non è più così... perchè è vero che ormai non siamo più quei 4 gatti spelacchiati che lo seguivano, lo amavano, lo DIFENDEVANO da tutto e da tutti...
ormai siamo tanti... con idee e valori diversi e soprattutto LUI... non è più il RENATO nostro... ormai è entrato anche lui nel giro "commerciale" che tanto schifava... io continuo ad amarlo perchè non si può rinnegare un passato, una vita... ma ultimamente mi rendo conto, a malincuore, che renato non esiste più...
e questo fà male... molto...

un bacio
zero77
utente anonimo

#5   28 Aprile 2007 - 07:49
 
Grazie per questo viaggio nel tempo!

Stefania
utente anonimo

#6   02 Maggio 2007 - 20:15
 
Renato.....e le emozioni che mi regala da una vita...Renato che amo da sempre e che nonostante tutto non mi delude mai......
Renato che è stato la scusa per incontrare mille e mille persone...alcune belle altre meno ma di quelle prese(e che mi hanno preso...9quanta bellezza,vita,emozioni......
Renato che mi ha fatta sognare,cantare,piangere,arrrabbiare...Renato che mi ha tenuta per mano,mi ha coccolata ,mi ha delusa,mi ha lasciata sola ed è sempre tornato....Renato che andrò ad ascoltare tra un pò e che ancora una volta mi regalerà un'emozione.....lo so che sarà così...non mi ha mai delusa......

grazie Daniele per questi ricordi che mi hanno fatto volare.....

Renato è prendere o lasciare..io l'ho preso :-)

ops...sempre io...ali
utente anonimo

#7   23 Maggio 2007 - 21:12
 
RITORNO E ANDATA - Renato al "Corsera": riflessioni a caldo

…21 maggio 2007, si ricomincia.

Renato ancora fra noi. Come due anni fa. In procinto di partire per il tour. Reduce da un incontro molto più intimo (6 persone selezionate) a Roma, alla sede di “Repubblica”. Dove ha parlato di musica, di religione, di violenza e di… Dico.

Noi in 160, stavolta alla sala “Buzzati”. Lui elegantissimo, affabile, simpatico, così nature. Sexy. Dispensava baci e abbracci a tutti. Accanto, un anziano rompiscatole spacciatosi per giornalista: Mario Luzzatto Fegiz. :x E questa è stata l’unica nota realmente stonata nel nostro “realismo magico”…

Io, ben più dell’altra volta, tesa come una corda di violino. Sono stata una delle prime a porgli la domanda. Mi ero persino preparata un taccuino. Attaccata al microfono: “Pronto?”. E lui, di rimando: “…Chi parla?”, poi: “Di solito, in Italia, si dice: Pronto, chi parla? Qui a Milano, invece: Pronto, chi pirla???”. Mia immediata replica: “Spero almeno di non fare una domanda pirla!!!”. Insomma era iniziata bene, tra grasse risate, e proseguita ancor meglio, con me che affermo: “Sono lenta, non riesco mai ad avvicinarmi a te” (alludevo alla ressa di poco prima, tutti si erano accaparrati un posto vicino a lui per una foto e/o un bacio, ma io ero rimasta seminata: e l’ultimo bacio risale al 1994… ), e lui che obietta: “Ma sei vicina” riferendosi alla mia postazione, effettivamente buona anche se si poteva sperare di più.

Io ho accennato alla spettacolarizzazione del dolore, visto che l’attimo precedente si parlava di pedofilia, tema da lui trattato già nel 1974, e volevo dirgli che (contrariamente a quanto sosteneva nell’intervista) la gente ha bisogno di amicizia, solidarietà e amore, e in giro se ne trovano molti, lo vedo coi miei studenti, solo che in tv mostrano solo certe facce… Purtroppo Fegiz interviene sviando del tutto il senso della mia frase, e nel “balordone” più completo m’incarto. Volevo dire a Renato che l’artista deve dar voce alle persone vere; quindi basta tradizionalismo… Ma non ci son riuscita; e Renato mi ha parlato del valore della famiglia…

…che è diverso parlare di bambini e di adolescenti ma che in entrambi i casi l’educazione deve partire da lì ecc., che è intollerabile mandare le bambine in giro come lolite ecc. Sulle donne si è soffermato molto, e comprensibilmente, visto che ne è perdutamente innamorato e, forse, anche un po’ intimidito, venato di inespresso rimpianto, come per un treno perduto. Renato è un femminista sentimentale.

Poi ha ricordato (benissimo!) il piccolo Matteo di Torino, suicidatosi perché “accusato” di essere omosessuale, soggiungendo: “A me lo dicevano già a due anni, ma io la prendevo con allegria, alla fine la mia sessualità me la sono scelta da me (o circa), però, davanti alla tracotanza di certi bulletti, altri, più fragili, si suicidano”. Forse sarebbe stato ancor meglio precisare che essere omosessuali non è un insulto, ma è ok anche così. Che abbia ricordato il ragazzino è positivo.

Carinissimo un 17enne sparuto che gli ha chiesto se rifarebbe tutto daccapo. Una gran voglia di abbracciarlo! Stupenda domanda di una giovane donna: “Come consideri le tue trasgressioni passate, come vivi quelle presenti e come gestirai le future?”. Renato l’ha lodata pubblicamente, ha voluto vedere il suo viso da vicino, ha commentato: “La tua domanda è molto adulta”. La risposta, in verità, è stata un po’ banalotta, soprattutto perché s’è infognato in un pistolotto sulle stragi del sabato sera che proprio ti sembrava di non avergli mai chiesto…

Ma Renato è così: apre parentesi che non sempre riesce a chiudere. Com’è accaduto a un bibliotecario che voleva solo conoscere qualcosa circa i suoi prossimi concerti; appena il Nostro ha saputo che lavorava al Castello Sforzesco si è ricordato del pessimo episodio del 1981 in cui perì la giovane Tiziana Canesi. Renato era rimasto estremamente scosso da quell’episodio, visto che lo ricorda ancora, fra il triste e l’incazzato, fra una carezza per Lucy e un omaggio a Claretta. In seguito, finito lo sfogo, ha tagliato corto: “Bene, ora un’altra domanda” e il povero bibliotecario: “Scusa, Renato, ma ancora non ti ho fatto la mia…”.

Del resto, i suoi silenzi e i suoi “non detti” sono talora più eloquenti dei discorsi compiuti. Il guaio è che, con lui, non si può barare: quello che provi vien fuori, ti mette a nudo, e sono certa che, se fossimo soli… beh, dovrei raccontargli PER FORZA la verità di me.

Renato è intelligentissimo.

Però questo suo punto di forza m’ intimorisce anche parecchio.

Renato è un uomo di rara e spiegazzata bellezza, acuto, prevaricante, eccessivo. In tutto. Lo ha ammesso lui stesso: “Mica è facile starmi al fianco!”. E’ spesso faticoso vivere, ed essere, diversi dagli altri.

Renato che, se non avesse fatto il cantante, sarebbe stato un camionista per poter girare il Paese (o un/a suo/a cliente, come accadeva al protagonista di Nafta). Da brava demente non gli ho portato nulla di mio, come certo avrei potuto e come mi ha rimproverato l’amico che mi accompagnava, eh già, “sarà per la prossima volta” come se fosse una bagattella. Mi è sfuggito anche all’uscita: lo aspettavamo da una parte, se l’è filata da quella opposta, dove si trovava un altro amico mio che mi telefonò urlandomi: “E sbrigati, che lo vedi…”. Seeeh, cippirimerlo!!!!

Un altro amico, in collegamento telefonico, ha annotato: “Tremolavi come un’adolescente… ti piace, eh?”. OH MAMMA MIA, CHE VERGOGNA!!! E lui: “Ma nooo, che quella sala era piena di umori vaginali e non solo!!!!!!!”. Mi sa che eravamotutti “in tiro”… e Renato lo sapeva!


Poi, chi altri ho visto? Ah, sì: Roberto con lo stesso maglioncino a V che indossava alla serata con Tieri, durante la prima ressa si è avvicinato con una smorfia stortarella urlacchiando: “Aoh, non così, non state sotto”. :-D Poi, però, ogni tanto faceva capolino dai camerini, da solo o a fianco di una bella bionda, o di Mariano. Renato ne parlava sempre con grande affetto.

A proposito di Mariano: è diventato un giovanotto molto interessante. Oltretutto adesso sfoggia una barbetta assassina che gli dona, e lo fa molto più uomo. Era pensoso, si appoggiava spesso a un lato della parete, ogni tanto rientrava in camerino, poi usciva di nuovo, disinvoltamente charmant.

Ma il mini-tour tra le facce italiane sta per terminare, fra poco ricomincerà la musica, e ci attendiamo e speriamo sia ancora la nostra, vera, tanta, generosa, risorta.

Daniela Tuscano
utente anonimo

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